13/11/2008


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Testamento Biologico: una proposta innovativa.

Scritto da Sergio in Bloc-Notes.

La proposta di legge firmata da Umberto Veronesi è, finalmente, quella che possiamo definire una proposta "laica" su un tema, quello del Testamento Biologico, che anche a causa della cronaca legata al caso di Eluana Englaro , sta tornando di stretta attualità.

Se la morte è il termine naturale della vita umana, di fronte alla possibilità di allontanare questo confine chi deve porre limiti e a quali condizioni? La tecnologia? Le istituzioni? I medici? «Io penso che ognuno di noi ha il diritto di autodeterminarsi e di esprimere cosa vuol fare nel caso si trovasse in condizioni che lo privano della sua identità e dignità. Ognuno deve essere libero di scegliere».

Questa è la questione fondamentale su cui si deve dibattere. Purtroppo nel tempo sul tema si sono scontrate varie posizioni ideologiche differenti. Ed anche Veronesi si è dovuto ricredere: da ministro aveva infatti sostenuto che fosse sufficiente andare dal Notaio, e che non fosse necessaria una vera e propria normativa. Il suo disegno di legge, che porta il numero 972 , si intitola "Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di volontà" proprio a sottolineare il fatto che l’attualità rischia di compromettere tutto.

«La mia legge — spiega — non riguarda il tema dello stato vegetativo permanente nella sua globalità, ma solo il diritto di ogni cittadino di rifiutare questo modo innaturale di terminare la propria vita. Oggi la decisione di come e quando prolungare l’assistenza è completamente nelle mani dei medici, mentre invece è diritto inalienabile di ogni cittadino decidere se iniziare o quando lasciare il trattamento di sostegno».

Non si tratta quindi di una iniziativa legata unicamente alla stretta attualità, ma alla capcità data ad ogni cittadino di poter esercitare un proprio diritto di libera scelta .

«In passato—aggiunge il senatore Pd — c’era la paura di morire anzitempo. Oggi c’è quella di sopravvivere oltre il limite naturale della vita, in una condizione artificiale, priva di coscienza e di vita di relazione che pone la società di fronte a dilemmi sconosciuti alla storia e al pensiero».

Ed è su questo punto che occorre riflettere, capire come permettere alla persona di poter esprimere la propria volontà, ma al tempo stesso garantire l’opzione per il medico di esercitare la propria obiezione di coscienza.

«E’ data la possibilità al medico che ha in carico il paziente di non seguire le indicazioni di volontà anticipate, se questo contrasta con le sue convinzioni etiche, affidando il paziente ad altri medici».

Questo permetterà quindi di esercitare davvero una libertà di scelta per il paziente, ma anche eventualmente per il medico (purché poi negli ospedali italiani vi sia la possibilità di copertura sia di obiettori che di non obiettori). E la Chiesa? Bè i credenti semplicemente non faranno un testamento biologico (massima libertà dunque) e saranno inseriti in un contesto che continuerà ad aiutarli.

La proposta di legge, che mi pare interessante, temo che si aggiungerà alle decine sul tema che giacciono in Parlamento. Purtroppo questi temi spinosi che pure interessano l’opinione pubblica, difficilmente suscitano interesse politico.

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One Response to “Testamento Biologico: una proposta innovativa.”

  1. Gianni Comoretto Says:

    Non vedo perché un credente non possa fare un testamento biologico. Il problema di quanti cure accettare e quali rifiutare è più ampio del rimanere in coma vegetativo “per sempre”. Posso non voler utilizzare risorse mediche inutilmente, sottraendole a chi ha possibilità concrete di uscire dal coma. Posso non voler aggrapparmi alla vita a tutti i costi in modo che ritengo “innaturale”. Posso non voler imporre inutili sofferenze ai miei cari. Posso caso per caso decidere cosa considero aderente alla mia etica, anche di cristiano, e cosa no.

    La legge attualmente in discussione non mi consente questo. Sono costretto comunque, se la scienza lo consente, ad accettare un trattamento che mi prolunghi la vita. Come cristiano non vorrò mai rifiutare la vita, ma posso rifiutare un modo artificiale di allungarla.

    Gianni