15/10/2009


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Blog Action Day 2009: Fermiamo i Cambiamenti Climatici

Scritto da Sergio in Bloc-Notes.

Già da qualche settimana sui vari Blog di EcletticaMente sono comparsi una serie di articoli specificamente dedicati al mondo dell’ambiente e dei Cambiamenti Climatici. In occasione del Blog Action Day 2009, che cade oggi ed è, appunto, dedicato al tema del Cambiamento Climatico.

La discussione su quale sia l’impatto dell’attività antropica è ancora aperta. Abbiamo visto però che tutti noi possiamo fare qualcosa, semplicemente adeguando piccole regole di condotta nella vita di tutti i giorni, volte a risparmiare risorse e riuscire a gestire al meglio ciò di cui disponiamo. In particolare il focus primario deve essere sul risparmio energetico.

Ma quali sono le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto?  Per i prossimi 20 anni si prevede un aumento della temperatura di 0,2 ºC per decennio.

In base allo sviluppo socioeconomico e al connesso livello delle emissioni, per il XXI secolo si prevede un riscaldamento globale compreso tra 1,1 e 2,9 °C (scenario migliore) e tra 2,4 e 6,4 °C (scenario peggiore). Questo causerà una redistribuzione delle precipitazioni, che con ogni probabilità aumenteranno alle alte latitudini e diminuiranno nella maggior parte delle regioni subtropicali.

Si prospettano i seguenti sviluppi:

  • aumento delle notti e dei giorni caldi; riduzione delle notti e dei giorni freddi; le notti e i giorni caldi saranno ancora più caldi e frequenti;
  • periodi e ondate di caldo più frequenti sulla maggior parte delle terre emerse; le precipitazioni intense saranno più frequenti e la percentuale di tali eventi per quanto riguarda le precipitazioni complessive aumenterà (e purtroppo ne abbiamo già delle testimonianze in atto);
  • aumenterà l’attività dei cicloni tropicali intensi, che tenderanno a formarsi anche in zone subtropicali;
  • i percorsi delle tempeste che interessano le medie latitudini si sposteranno verso nord.

Le indicazioni sulla probabilità e sull’entità dei possibili cambiamenti sono pubblicate nel quarto rapporto IPCC.

Ma i cambiamenti climatici potranno avere anche altre conseguenze:

  • la disponibilità di acqua cambierà in numerose regioni del pianeta (con le relative ripercussioni sull’approvvigionamento di acqua potabile, sull’agricoltura, sulla produzione di energia e sugli ecosistemi naturali). In generale, nelle regioni e nei periodi ad elevata piovosità le precipitazioni aumenteranno, mentre nelle regioni e nei periodi già oggi secchi le precipitazioni si ridurranno ulteriormente (ad esempio nelle regioni aride dei tropici o nell’area mediterranea in estate e in autunno). Le zone aride aumenteranno. E’ possibile che alcune zone oggi desertiche possano trovarsi ad avere precipitazioni più ampie, ma nel totale le aree desertiche aumenteranno  ;
  • ghiacciai, superfici innevate e ghiaccio marino si ridurranno ulteriormente;
  • la capacità di adattamento di numerose specie animali e vegetali sarà compromessa;
  • numerosi ecosistemi non saranno in grado di adattarsi ai rapidi cambiamenti;
  • dal punto di vista globale, un riscaldamento entro 1-3°C potrebbe fare aumentare i raccolti, ma se l’aumento sarà superiore, essi si ridurranno;
  • l’incremento del livello dei mari porterà a una sempre maggiore salinizzazione delle acque sotterranee facendo crescere il rischio di inondazioni nelle zone costiere utilizzate in modo intensivo e densamente popolate;
  • cambierà la diffusione nello spazio di vettori e agenti patogeni;
  • aumenteranno i costi economici e sociali nonché le conseguenze psichiche in regioni esposte ad eventi estremi (forti precipitazioni, siccità, ondate di calore, tempeste, inondazioni, smottamenti ecc.).

Il punto centrale di tutto questo discorso è che qualsiasi azione impostata a livello politico potrebbe essere comunque tardiva.
Un esempio? Uno studio del WBGU, organismo di consulenza sull’ambiente della Germania,  calcola la somma totale di emissioni compatibile con una possibilità del 70% di rispettare l’obiettivo di 2 gradi centigradi, e poi divide il numero per la popolazione di 7 miliardi di persone. Il risultato è una quota di emissione annuale di CO2 di 2,8 tonnellate a persona. Una notizia dura da digerire per gli americani, che ad oggi emettono 20 tonnellate a persona – e questo spiega perché sia necessario un intervento immediato.

Considerando però la relativa immobilità delle istituzioni internazionali su questo tema, occorre anche prepararsi al peggio. Limitandoci al nostro Paese, il rischio che si ripetano episodi come quello di Messina è altissimo. Occorre quindi effettuare una mappatura del dissesto idrogeologico del nostro territorio proiettandolo in condizioni peggiorative. Bisogna investire sempre più in agricoltura sostenibile, perché grazie al suo presidio dei terreni può costituire un argine utile alle conseguenze delle piogge eccessive, oltre che fornire una fonte di sviluppo di territori forse a breve a rischio desertificazione. Nel Sud occorre lavorare sempre più per difendere quelle ormai poche foreste che ci rimangono.

E chiaramente, occorre sensibilizzare sempre più la gente nel non alzare spallucce quando accade un cataclisma. Vero, non c’è certezza scientifica che sia colpa nostra. ma certo possiamo fare numerose azioni per limitare i danni.

(Questo articolo conclude raccolta sviluppata in occasione del Blog Action Day 2009. Vai all’elenco completo.)

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2 Responses to “Blog Action Day 2009: Fermiamo i Cambiamenti Climatici”

  1. complotto Says:

    Per me si tratta di un complotto globale, è spiegato benissimo su questo sito http://domenico-schietti.blogspot.com/2009/10/la-storia-del-potere-in-base-al.html

    Sono tutti d’accordo a boicottare la Serpentina di Schietti ( vedi http://domenico-schietti.blogspot.com ) e quindi si tratta di un complotto per cambiare il clima, causare povertà e alimentare l’odio tra i popoli per generare guerre.

    Non è difficile da capire, se scoppia una guerra aumentano le richieste di fucili, cannoni, missili, aerei e bombe. I produttori di armi hanno interesse che i popoli litighino fra loro e quindi pagano agenti provocatori.

    Se cresce la povertà aumenta il numero dei ladri quindi aumentano le spese per la polizia, i controlli, i sistemi di sicurezza, le prigioni e la giustizia. Chi dovrebbe combattere la malvivenza in realtà ha interesse che ce ne sia sempre di più e quindi paga agenti per creare disordini e crisi economiche.

    Se crescono i consumi di energia aumentano gli introiti per i produttori di petrolio, uranio, carbone, che quindi boicottano l’energia pulita pagando agenti appositi che promuovano l’utilizzo del loro prodotto a danno di quello degli altri.

    Se vengono costruite grandi opere ci saranno grandi affari per i costruttori edili al punto che ne vorranno sempre di più grandi e inutili pagando agenti perchè pubblicizzino l’utilità di opere costosissime.

    I poteri occulti spesso sono aziende che hanno convenienza quando aumentano i problemi e quindi che si sono unite per creare un governo mondiale ombra e una rete di agenti incaricati di creare il caos in tutto il mondo per causare guerra, povertà, cambiamento climatico.

  2. Sergio Says:

    Ciao! Grazie del tuo commento. Per quanto personalmente ritenga spesso che le tesi da complotto siano semplicemente troppo complicate per esser vere, pur essendo affascinanti, sono comunque contento di ospitare il tuo commento, ed il link al tuo lavoro.