11/11/2009


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Giornalismo Italiano 1860-2001 – I Meridiani

Scritto da Sergio in Recensioni.

Scheda:

Con l’uscita in libreria, giusto ieri, degli ultimi due volumi, si completa questa raccolta straordinaria dei migliori articoli del giornalismo italiano dal 1860 praticamente all’altro ieri (2001). Un progetto editoriale un po’ fuori dagli schemi per la collana de I Meridiani, che normalmente pubblica quelli che sono destinati a diventare i veri classici del libro. Sono 4 volumi importanti, che provano a raccontare la storia – dell’Italia e del mondo – dall’Unità d’Italia all’attentato alle Torri Gemelle attraverso gli articoli dei giornali (quotidiani e periodici), indagando al contempo la specificità della scrittura giornalistica italiana. Questo il progetto complessivo firmato da Franco Contorbia nelle oltre 7600 pagine di questa maestosa raccolta. Il progetto di Contorbia affronta uno spazio fin qui inesplorato. Nella selezione dei testi il curatore ha tenuto conto sia degli eventi oggetto della narrazione sia delle “firme” chiamate a raccontarlo o a commentarlo, allestendo non una rassegna di “grandi eventi” e “grandi firme”, ma una sequenza di eventi e di firme “grandi” e “piccoli” disposti in ordine cronologico, cosicché ogni singolo anno dal 1860 al 2001 abbia spazio e voce con una serie di articoli che diano conto delle cose accadute, delle marginali e delle decisive, e di come in quel momento siano state percepite.

Così facendo, l’opera diventa anche una vera e propria Storia del Giornalismo Italiano, mettendo in luce, purtroppo, l’inarrestabile declino che questa “arte” ha avuto negli ultimi anni. L’ultimo volume, difatti, mostra come la qualità e anche la quantità degli articoli si fa sempre più rarefatta. E difatti, questo è anche il commento di Dino Messina alla lettura degli ultimi due volumi.

Indro Montanelli alla fine degli anni Quaranta definì gli inviati speciali «una razza molto discussa e non sempre cara al pubblico, dedita a una professione che va pian piano morendo. Forse è per questo che ne fanno un film, come successe per i gangster e i pionieri del West che assursero all’onore della celluloide proprio al declino della loro gloria». La profezia, fatta nell’agosto 1948 dal più longevo dei giornalisti, è stata mille e mille volte smentita. Eppure, se ci è concesso, un dubbio simile a quello montanielliano ci viene dopo aver trascorso qualche giorno in compagnia dei monumentali terzo e quarto volume sul “Giornalismo italiano”…

E difatti la differenza tra i primi volumi e l’ultimo in particolare, quello che ci porta verso la contemporaneità, è notevole. I primi due volumi, usciti nel 2007, furono magistralmente recensiti da Luciano Canfora il 16 dicembre con un lungo articolo dal titolo “I Giornalisti e il Dissenso“. Egli concluse il suo articolo con una frase che rende ancora più amara la constatazione dell’inesorabile scivolamento del giornalismo italiano:

La lotta contro la saldatura tra vecchia aristocrazia e nuova borghesia fu fatta nel nome della «libertà di stampa»: si ritrovarono insieme veri liberali, vecchi giacobini e nuovi socialisti. Non sarà un caso che le grandi figure dell’ Otto e Novecento abbiano tutte esordito, e attivamente operato, come «giornalisti».

Difatti, purtroppo, negli ultimi capitoli dell’ultimo volume, sono pochi gli articoli veramente rilevanti, in cui alla mera cronaca si accompagni impegno politico, sociale, economico o culturale.

Ed è proprio la chiusa del quarto vo­lume, in cui vengono pubblicati in stretta sequenza «La rabbia e l’orgo­glio » di Oriana Fallaci, apparso sul «Cor­riere della Sera» del 29 settembre 2001, e le risposte alla giornalista toscana del fon­datore della «Repubblica» Eugenio Scalfa­ri («Perché l’Occidente non fa le crocia­te ») e, sempre sul «Corriere della Sera», di Tiziano Terzani («Il Sultano e San Fran­cesco »), che ci fa venire il sospetto che un’epoca d’oro del giornalismo si sia chiu­sa con le generazioni nate tra gli anni Ven­ti

Certo, il curatore inserisce anche tanti dei giornalisti nati negli anni 50, 60 e anche oltre. Ma, seppure molti di essi abbiano conquistato anche una grande notorietà, nessuno sembra capace di prendere il posto dei grandi nomi del passato.

Esistono diversi percorsi di lettura della raccolta, che attraversano tutti e quattro i volumi. Il primo riguarda quello dei “dittici” giornalistici, come il già citato tra Oriana Fallaci e Tiziano Terzani, ma tante volte nella storia uno stesso evento è stato descritto con differenze abissali. Esempi lampanti si trovano ad esempio durante il fascismo.

C’è il percorso della Storia del Giornalismo, del quale abbiamo accennato. Ma c’è anche il percorso, più sottile, del racconto della Storia in sé, attraverso le cronache dei giornali dell’epoca, i commenti, le analisi sociali, culturali ed economiche.

In definitiva, un altro pezzo della lungimiranza con la quale I Meridiani hanno visto alla storia del giornalismo come componetene fondamentale, anche se in pericolo, della cultura italiana. In Italia spesso ci si preoccupa di tutelare il nostro patrimonio culturale solo quando è troppo tardi. Speriamo che non sia questo il caso, speriamo che questa raccolta non sia un epitaffio sulla tomba del giornalismo.

***

Una nota, la raccolta dei 4 volumi è disponibile in vendita sul sito LaFeltrinelli.it al prezzo speciale di 156 euro contro i 220 di listino. I singoli volumi sono invece acquistabili a 39 euro invece di 55.

Sergio

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